mercoledì 2 aprile 2008
Omaggio a Karol Wojtyla
La sua dolce e forte figura manca al nostro mondo, massacrato dalle ingiustizie e dalle guerre.
giovedì 13 marzo 2008
Se i treni fossero treni

Dove vanno tutti questi soldi? "A pensare male si fa peccato ma spesso ci si prende".
Treni lenti: I ritardi sono una costante dei nostri treni da sempre. Non a caso esiste il sito Ritarditalia che potrebbe anche essere considerato un servizio ma è l’emblema di come i ritardi dei nostri treni sono diventati ormai fisiologici.
Le statistiche parlano chiaro e nell’ultima indagine fatta da Legambiente risulta che quattro treni su dieci arrivano in ritardo. Ma spesso i viaggi dei poveri lavoratori pendolari si traformano in vere e proprie odissee.
Inoltre, negli ultimi dieci anni, sono aumentati anche i tempi di percorrenza dei tratti lunghi. Ad esempio, il notturno Milano – Reggio Calabria negli anni ’90 impiegava 13
ore e 55 minuti, oggi ne impiega 15 ore e 05 minuti: 70 minuti in più.
Come scriveva La Repubblica tempo addietro “ spesso i treni sono più vecchi di chi li guida. Quasi la metà della rete ferroviaria è sprovvista di moderni sistemi automatizzati per le frenate d'emergenza. E a volte i meccanismi di blocco, nei tratti in cui sono installati, non possono entrare in funzione perché a bordo manca l'apparecchiatura in grado di captarne il segnale. Quando va male c'è l'incidente, quando va malissimo la tragedia”.
Quindi non solo treni vecchi ma ferrovie e binari da medioevo a volte nemmeno in grado di supportare la velocità dei pochi treni nuovi ad alta velocità.
Accanto a tutto ciò dobbiamo aggiungere che i biglietti aumentano di prezzo senza offrire un servizio e che spesso la scomodità regna sovrana visto che la gran parte dei viaggiatori fa interi viaggi in piedi, specie nei periodi festivi. Senza dimenticare che in alcune regione del Meridione alcune tratte sono da terzo mondo.
Rispetto ai paesi dell’Unione, è il caso di dire, che viaggiamo decisamente più lenti e se osserviamo gli investimenti fatti da paesi come Spagna e Francia è davvero imbarazzante il confronto.
Un vero peccato aver sprecato quello che di buono era stato fatto in passato, soprattutto negli anni 30 e 40 quando fu costruita e rinnovata la maggior parte della rete ferroviaria italiana.
i per l’epoca. E siamo il paese del Pendolino il primo vero tentativo di alta velocità in Europa.
Il treno è uno dei mezzi di comunicazione più importanti per i nostri tempi. Persone e merci dovrebbero viaggiare per la gran parte su strada ferrata.
Oggi non ci possiamo permettere di litigare per la Tav.
Se i treni fossero treni probabilmente ci sposteremo con più facilità e probabilmente potremo ridurre il numero di vittime degli incidenti stradali. Potremo evitare anche di essere schiavi di una categoria come i camionisti, che quando vogliono decidono di bloccare il paese e di ricattare i governi.
E probabilmente ci presenteremo meglio anche ai milioni di turisti che ogni anno invadono il nostro paese e prendono i nostri treni.
In alto un treno ETR 200 che negli '30 fece il record mondiale di 200 k/h; in basso un capotreno degli anni '40
domenica 24 febbraio 2008
Culti del nuovo millennio:la nuova eresia?
Devo dire che ero rimasto alquanto impressionato da quanto avevo appreso dal libro e oggi in una nuova rilettura ne rimango maggiormente sbalordito e turbato.
Queste nuove forme di religione si sono diffuse a partire dagli anni '70 nei paesi più industrializzati in particolare nelle grandi metropoli. Possiamo distingurle in vari gruppi.Infine i gruppi che si basano sulla magia come i nuovi movimenti esoterici a sfondo magico occultistico, neopagani e gnostici. Tra questi i più importanti sono le sette sataniche.
Una particolare attenzione va data alle sette sataniche che in passato hanno avuto una grossa eco mediatica. Oggi se ne parla poco ma il fenomeno è assolutamente vivo nella sua pericolosità e assurdità.
Le sette sataniche hanno come caratteristica principale quella di rovesciare i principi del cristianesimo e attuare pratiche che appunto sono il contrario delle messe cristiane. Così, nelle mese nere, le preghiere diventano bestemmie e le croci sono capovolte.
Ma oltre al rovesciamento delle pratiche cristiane c'è anche un elemento sessuale estremo e perverso che ha come scopo la contestazione dei principi della vita.
L'autore a cui si rifanno le sette sataniche è Geoge Bataille.
Consiglio la lettura delle due sue opere Storia dell'occhio e L'Acefalo per rendersi conto di quali pratiche perverse e raccapriccianti si svolgono presso questi gruppi clandestini.
Accanto alle sette sataniche vanno citati anche quei movimenti che hanno alla loro base la magia come mezzo di conoscenza alternativo alla razionalità. Uno dei casi più conosciuti è quello della Nazione Damanhur. Questo movimento ha sede in provincia di Torino e si presenta come una vera e propria nazione con un proprio capo, una propria moneta, una propria bandiera e addirittura sette dicasteri propri.Per i membri della Nazione la magia è vissuta come scienza totale o somma di tutte le conoscenze. La magia deve essere messa in pratica, deve essere guida all'azione. In essa prevale il paganesimo e la tradizione egizia viene continuamente riproposta.
La cosa che colpisce è il vasto giro economico presente in questa comunità. Colpisce il perfetto matrimonio tra pratiche magiche e mercato.
Potremo citare altre decine di movimenti di questo tipo ma sarebbe troppo prolisso.
Ciò che interessa è comprendere che i movimenti sinteticamente citati hanno una caratteristica comune. Essi presentano una alternativa alla dispersione urbana, all'isolamento, alla confusione dei valori fondanti, alla crisi della famiglia e delle istituzioni.
Il crollo di una gerarchia organica di valori fa si che le religioni alternative offrono una reale ed affascinante via di salvezza.
Gli adepti di queste nuove forme di religione sono di varia estrazione sociale e di tutte le età. Giovani della media borghesia in primis ma anche operai e casalinghe.
Nelle grandi metropoli hanno grande trionfo la cartomanzia, l'occultismo, la medicina alternativa magico-energetico, lo spiritismo, la mania degli oroscopi. Ciò dimostra che queste nuove religioni possono tranquillamente seminare su un terreno molto fertile.
Comunque ci si muova il tema del sacro e delle religioni rappresenta tutt'oggi un tema delicatissimo e complesso.
Senza dubbio bisogna riflettere sulle fragili basi su cui queste nuovi culti poggiono ed in particolare sui valori, spesso volatili e superficiali, che cercano di divulgare. Se a ciò si associa il fatto che attorno ad essi ruotano milioni di euro allora, probabilmente, possiamo concludere che non si tratta che di contenitori vuoti che nulla hanno a che vedere con la religione. La loro struttura, i loro credi e i loro obiettivi danno l'impressione di una nuova eresia che minaccia sempre più frequentemente le basi delle religioni tradizionali.
lunedì 28 gennaio 2008
Buon Compleanno libro "Cuore": 120 anni di valori
Ma, aldilà delle considerazioni strettamente stilistiche, il libro "Cuore" è rimasto una opera educativa per intere generazioni e i modelli proposti all’interno di esso sono forti e chiari, a volte esagerati per bambini di scuola elementare.
Il libro narra delle esperienze fatte durante l’anno scolastico da Enrico e dai suoi compagni di classe. Il ragazzo appartenente alla classe media, frequenta una scuola elementare dell’Italia post unità. Nell'opera sono inserite lezioni di vita del padre e della madre del ragazzo al figlio e dieci straordinari e commoventi racconti.
In tutto l’arco dell’opera prevalgono chiari e forti valori come la patria, la fratellanza, la famiglia e il rispetto per i genitori, il rispetto per le autorità, il valore della scuola e della cultura, lo spirito di sacrificio, l’obbedienza, la carità, l’eroismo, la dignità di chi lavora.
I commoventi racconti mensili mescolano l’amore per la patria agli esempi di vita impartiti dal maestro che ama i propri alunni come veri e propri figli.
Il modello di maestro-padre, che si ammala e soffre per i propri alunni-figli, presente nel libro “ Cuore ”, non va più di moda.
La figura dell’adulto come maestro di vita che deve essere rispettato solo perché più grande è ormai un ricordo per i ragazzi di iPod e Play station.
sto risorgimentale in cui vengono citati gli eroi nazionali dell’unità e particolari eventi storici come le guerre d’indipendenza. Le classi sociali sono tutte presenti. Il bisogno di cultura del popolo è una sua prerogativa che oggi non esiste più.
In realtà sar
ebbe bene che certi argomenti presenti nel libro sarebbero intelligentemente ripresi in chiave moderna.
L’amor di patria presente nel libro è ormai sconosciuto a noi tutti italiani che lo diamo per scontato, questo Stato!
Il valore del rispetto per le autorità e per ogni individuo, presenti nel libro “Cuore”, sono alla base di ogni società che si vuole ritenere libera e sana.
Non voglio dire che i valori e gli esempi del libro "Cuore" devono essere applicati alla lettera, i tempi sono cambiati. Ma certi valori dovrebbero essere trasmessi in maniera decisa ai più piccoli, magari in chiave moderna. E ciò dovrebbe avvenire nelle famiglie ma anche nell’
istruzione dove testi come il libro “Cuore” dovrebbero essere obbligatori, come lo erano un tempo.Cuore è un patrimonio di valori che ci hanno regalato ben centoventi anni fa e noi ne dobbiamo far tesoro senza seppellirlo o sperperarlo.
Si può dire che la fortuna del libro "Cuore" si sia arrestata col 1968. 
Con la rivoluzione studentesca, alcuni intellettuali considerarono il libro "Cuore" come morto e lo ritennero passato e fuori luogo. L’idea di un mondo senza dogmi sostenuta in quegli anni fece si che pian piano il libro “Cuore” venne bandito dalla scuola e insieme ad esso quei grandi valori presenti nel libro.
A distanza di tempo e guardando al microscopio la società italiana di oggi, una domanda mi nasce spontanea: ce n’era proprio bisogno?
Nelle immagini:In alto copertina originale del libro "Cuore";
In mezzo, a sinistra, l'operaRichard e Percy Gracy di Louisa Grace Bartolini;
In basso, a destra, Politici dell'Unità Italiana;
venerdì 18 gennaio 2008
Italia:le radici del caos

Questo è il cupo scenario della nostra cara Patria oggi. Questa è l'immagine che si ha di noi all'estero. El Pais, l' autorevole quotidiano spagnolo, parla di fallimento di uno Stato. Mai titolo fu più azzeccato.
Si tratta del fallimento totale di uno Stato che è letteralmente paralizzato di fronte alle tante, tragiche e quotidiane emergenze del paese e dei cittadini.
A qualcuno, alla maggioranza di noi, sfugge che i nostri antenati l'hanno sudata la costruzione e l'Unità di questo paese. Cavour, Mazzini, Garibaldi come commenterebbero questa catastrofe morale e sociale che stiamo vivendo ogni giorno?
Abbiamo distrutto, tutti insieme, nessuno escluso, i valori del Risorgimento italiano e in nome di quei falsi valori del '68 abbiamo massacrato la patria di Dante e Machiavelli.
Eppure il
grande maestro Indro Montanelli l'aveva previsto già da un pezzo che il capolinea era vicino ed inevitabile. Ne aveva individuato in pieno le radici.
Invito il lettore a leggere attentamente questi due splendidi passi, con i quali mi ritrovo totalmente. Ognuno faccia un piccolo esame di coscienza e tragga le proprie conclusioni.
"Ormai sono giunto alla conclusione che la corruzione non ci deriva da questo o quel regime, da queste o quelle regole, di cui battiamo, inutilmente, ogni produzione. Ci deriva da qualche nostro virus annidato nel nostro sangue e di cui non abbiamo mai trovato il vaccino. Tutto in Italia ne viene regolarmente contaminato"
"Ad essere sincero fino in fondo, ho smesso di credere all'Italia. In un'Italia come questa dove anche una sceneggiata può bastare a provocarne la decomposizione. Sangue non ce ne sarà: l'Italia è allergica al dram
ma e per essa nessuno è più disposta a morire. Dolcemente in stato di anestesia, torneremo ad essere quella "terra di morti abitata da un pulviscolo umano" che Montaigne aveva descritto tre secoli orsono. O forse no, rimarremo quello che siamo, un conglomerato impegnato a discutere, con grandi parole, di grandi riforme a copertura di piccoli giochi di potere e di interesse. L'Italia è finita. O forse, nata sui dei plebisciti burletta come quello del 1860-61, non è mai esistita che nella fantasia di pochi sognatori, ai quali abbiamo avuto la sventura di appartenere. Per me non è più la Patria. E' solo rimpianto di una Patria."
Indro Montanelli
In alto un immagine morente del grande personaggio del risorgimento italiano Giuseppe Mazzini
A sinistra la bandiera del primo regno unito d'Italia
In basso, a destra,il grande Indro Montanelli
martedì 11 dicembre 2007
Santa Severina:una perla di speranza
In particolare spiccano gli splendidi monumenti normanni e bizantini.
giovedì 6 dicembre 2007
Di lavoro si muore
In queste parole si racchiude lo stato d’animo addolorato di un semplice ed impotente lavoratore, capo famiglia, che vede morire un suo collega innocente.
Mentre Berlusconi litiga con Casini, Fini diventa papà, Veltroni e il suo Partito Democratico tramano inciucci, Bertinotti fa la marionetta e i sindacati preparano scioperi inutili, la gente muore.
E muore addirittura un operaio della Thyssenkrupp che non solo licenzia, chiudendo lo stabilimento di Torino, ma semina morte senza pudore.
Ma chissa perchè i tg la danno come terza notizia.
Stavolta è toccato ad Antonio Schiavone, un operaio di trentasei anni, morto carbonizzato nelle fiamme. Antonio lascia la moglie e tre figli.
Per lui e per loro quest’anno non sarà Natale.
Non ci sono parole per descrivere questa forma di dolore, provateci voi a trovarle!!!
Eppure nel corso dell’anno muore più gente al lavoro che nella guerra in Iraq.
Ma nel rispetto del dolore per questi martiri non voglio commentare oltre ma voglio farvi riflettere su questo noto e straziante dato.
Pensate, domani sera altri quattro innocenti non ci saranno più, per la sola colpa di essersi svegliati per lavorare.

